
IMPRENDITORI REALI PER IMPRESE REALI
La crisi sta investendo tutti.
L’industria e i mercati sono in forte difficoltà in tutto il mondo; la crisi inciderà, soprattutto, sulla nostra tradizionale capacità di presidiare i mercati stessi e di acquisire nuovi spazi, perchè cambieranno i fondamenti della competitività internazionale.
All’uscita del tunnel – e io credo che ne usciremmo – niente sarà come prima: passeremo da una economia basata sul credito facile teso a favorire l’indebitamento, a una economia a credito “rarefatto”.
Le nostre imprese devono perciò investire in se stesse, nelle proprie risorse e il proprio coraggio senza disperdersi in attività diverse dalla propria e senza più cadere nei richiami delle sirene dei mercati finanziari.
Anche oggi abbiamo sentito che la crisi offrirà potenzialità e opportunità; questo è certamente vero, però permettetemi di ricordare il famoso e, oggi, appropriato motto di Seneca che così recita:
“Non esistono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare”
Cercherò, quindi, di esplicitare per punti dove, secondo noi, dobbiamo andare e, in particolare, cosa dobbiamo fare.
1. “Difendiamo la nostra economia basata sul manifatturiero” perché essa cementa i nostri tre elementi fondamentali territorio/produzione/civiltà del lavoro e ci permetterà di non disperdere le caratteristiche di ideazione e di innovazione che hanno affermato nel mondo il “made in Italy” e che si sostanziano nella capacità di ideare, sperimentare, ingegnerizzare e realizzare prodotti.
2. Difendiamo il “Made in Italy” con scelte che ne valorizzino:
- l’insieme qualitativo che unisce: azienda e territorio, ambiente e risorse umane;
- il processo innovativo continuo delle nostre produzioni senza condizionarlo al prezzo del prodotto. Dobbiamo cioè sostenere con forza che il sistema Legno-Arredamento italiano è in grado di soddisfare “ogni cliente nel proprio modo di arredare secondo gusto e possibilità”;
3. Innoviamo intervenendo, prima di tutto, sulla struttura dei costi di organizzazione e di produzione. Bisogna, cioè, riorganizzare l’intera filiera con nuove strategie per tagliare i costi di produzione e presentare modelli ecocompatibili nel ciclo di vita dei prodotti stessi.
Questo processo richiederà collaborazioni tra imprese complementari per tecnologia, prodotti e mercato per condividere gli investimenti e per sostenere la capacità produttiva degli impianti.
4. Impariamo a gestire idee e progetti implementando il vecchio “distretto produttivo” con “Centri intellettuali di eccellenza”;
L’offerta di arredamenti “contract” e di quelli “chiavi in mano” può richiamarsi a questo aspetto, perchè richiede un rapporto diretto e costante con operatori, progettisti e arredatori per presentare l’“Arredare in stile italiano” di unità residenziali, direzionali, turistico-alberghiere, comunità e servizi.
5. Promuoviamo forme di aggregazione tra le imprese per costituire la massa critica e la sinergia richieste dal mercato abituandoci a lavorare assieme e, così, superare lo storico individualismo che continua a caratterizzarci.
Come Coordinamento Triveneto di Federlegno-Arredo abbiamo riflettuto molto su come sostanziare questi obiettivi individuando concrete proposte progettuali, alcune delle quali con l’attivazione di finanziamenti pubblici regionali a supporto.
a. Le proposte riguardano, soprattutto, Progetti elaborati nell’ambito del Metadistretto Veneto della filiera Legno-Arredo, presentati da aggregazione di imprese con la possibilità di coinvolgere i Distretti del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige.
“Il Sogno – costruire e arredare la propria casa” con l’obiettivo di ridefinire l’immagine del sistema nel mercato mondiale mettendo in risalto i valori positivi e distintivi delle aziende e dei prodotti;
“Casa Venezia”. Progetto di ricerca e sviluppo sui sistemi costruttivi della casa in legno per le aziende dell’area delle costruzioni e delle componenti in legno per l’edilizia;
“Licet – lavorare in condivisione e-team”. Realizzazione di uno strumento informatico finalizzato al miglioramento dell’organizzazione interna e alla gestione dei rapporti interaziendali.
b. Particolare attenzione è stata data alla possibilità di sviluppare iniziative congiuntamente ad altri comparti economici - quello edilizio e del turismo in primis - per favorire la qualificazione e la sostituzione dell’arredo residenziale e ricettivo – turistico.
Siamo, infatti, fortemente convinti che il Turismo debba essere uno strumento di marketing del Sistema Italia e del “Made in Italy” se però riqualifica la sua struttura e la sua offerta di ospitalità.
Il Disegno di Legge di iniziativa della Giunta della Regione del Veneto per “interventi a sostegno edilizio e per promuovere le tecniche di bioedilizia” si colloca in questa direzione accogliendo così le sollecitazioni delle categorie economiche interessate.
c. Progetto di riqualificazione delle risorse umane occupate, attraverso Fondimpresa e il Programma Challenge, intervenendo sui profili professionali considerati primari per il futuro: organizzazione produttiva, logistica e gestione dei processi di internazionalizzazione.
Mi fermo perché credo di avere terminato il tempo concesso.
Permettetemi però un’ultima considerazione. Ho fortemente sostenuto che le aziende dovranno intervenire in modo “chirurgico” sul sistema dei costi aziendali come condizione necessaria per favorire il superamento della crisi, sarebbe un segnale forte agli associati se anche dal nostro sistema associativo arrivassero scelte analoghe sul contenimento dei costi con ricadute positive per l’associato o per l’espositore, oppure per una maggiore qualificazione nella destinazione delle risorse finanziarie disponibili.
Grazie per l’attenzione.
Antonio Zigoni